In breve
Una dry bag da moto non delude quasi mai per la tenuta all'acqua: delude perché non sta ferma. Il motivo è che a metà carico un sacco morbido si accartoccia, le cinghie affondano nelle pieghe e la tensione si perde dopo pochi chilometri. I tre elementi che cambiano davvero il comportamento sono la struttura interna, la valvola di sfiato che elimina l'aria intrappolata e il tipo di chiusura. Il litraggio, da solo, non dice nulla.
Qui sotto trovi i criteri, i dati dichiarati dai produttori, cosa significano davvero le sigle IPX6 e IPX7, cosa contiene un rapporto di prova QB/T 1333-2018 e i due vincoli del Codice della Strada che riguardano il bagaglio posteriore. Tutti i dati tecnici citati vengono dalla documentazione ufficiale dei produttori o da fonti normative: dove un valore non è dichiarato, lo scriviamo invece di stimarlo.
Indice
- Una dry bag non perde acqua: perde forma
- La struttura interna separa una borsa da un sacco
- L'aria intrappolata è il secondo motivo per cui si muove
- Roll-top, zip stagna o velcro: la chiusura decide l'uso quotidiano
- IPX6 non vuol dire impermeabile: dice quanto
- TPU e PVC si somigliano finché non scende sotto zero
- Cosa c'è scritto in un rapporto di prova QB/T 1333-2018
- I due controlli da fare prima di ordinare
- Targa, luci e sagoma: cosa dice il Codice della Strada
- Le borse posteriori a catalogo e quando ha senso ognuna
- Domande frequenti
Una dry bag non perde acqua: perde forma
Il reclamo tipico non è «mi è entrata l'acqua». È «dopo cinquanta chilometri era storta».
Chi torna da un viaggio con una borsa morbida montata male racconta sempre la stessa sequenza. Si parte, la borsa è tesa e in ordine. Alla prima sosta una cinghia ha gioco. Si ritende. Alla seconda sosta la borsa è ruotata di venti gradi verso il lato dello scarico. Alla terza si guida guardando lo specchietto invece della strada.
Non è colpa delle cinghie. È che una borsa morbida riempita al settanta per cento ha delle pieghe, e una fettuccia tesa su una piega non fa attrito: fa taglio. Il tessuto scorre sotto la cinghia, la piega si sposta di un centimetro e la tensione se ne va. Ogni sconnesso ne produce un altro.
Da qui discende tutto il resto. Una borsa posteriore va giudicata su quanto rimane un volume stabile, non su quanti litri dichiara. Se ti interessa invece il ragionamento sul volume, cioè quante notti fuori corrispondono a quanti litri, l'abbiamo trattato a parte nella guida su quanti litri serve una borsa posteriore.
La struttura interna separa una borsa da un sacco
La differenza fra una dry bag da fiume e una borsa pensata per la moto sta quasi tutta qui. Sul kayak il sacco viene compresso contro la paratia e non deve reggersi da solo. Sulla coda di una moto deve reggersi da solo, perché le cinghie lavorano contro di lui e non a suo favore.
La soluzione adottata da LOBOO sul Wanderer 50 L è una piastra di supporto a U removibile: un pannello semirigido che corre lungo il fondo e risale sui due fianchi. Tiene la sezione aperta anche a borsa mezza vuota, così le fettucce premono su una superficie piana invece che su una piega. Il vantaggio non è estetico, è meccanico: la pressione si distribuisce e la cinghia smette di scivolare.
Il fatto che sia removibile conta per due motivi pratici. Al ritorno, senza piastra, la borsa si arrotola e occupa un terzo dello spazio in cantina o in valigia. E se devi caricare qualcosa di lungo e irregolare, il fondo rigido a volte è un impedimento invece che un aiuto.
- Con piastra: carico misto, viaggio di più giorni, borsa spesso non piena.
- Senza piastra: carico unico e voluminoso che riempie tutto, oppure rimessaggio.
- Nessuna piastra prevista: è il caso della maggior parte dei sacchi economici, e va compensato riempiendo fino all'orlo.
L'aria intrappolata è il secondo motivo per cui si muove
Una borsa chiusa bene è anche una borsa piena d'aria. E l'aria si comprime.
Il roll-top sigilla, quindi sigilla anche il volume d'aria rimasto fra i vestiti. Quel cuscino si comprime a ogni frenata e si riespande a ogni accelerazione: la borsa lavora come un soffietto sotto le cinghie, che di conseguenza si allentano da sole. È il motivo per cui una borsa apparentemente ben fissata ha gioco dopo venti minuti.
La valvola di sfiato serve esattamente a questo. Si chiude la borsa, si apre la valvola, si schiaccia dall'alto, si richiude. Il volume cala, il contenuto diventa un blocco compatto e le cinghie tornano in tensione su qualcosa che non si muove più. Sulle borse che non ce l'hanno, l'unico rimedio è caricare in modo che l'aria non resti intrappolata: capi morbidi in alto, niente contenitori rigidi vuoti.
Come leggere il dato. La valvola non c'entra con l'impermeabilità e non la migliora. Serve a stabilizzare il carico. Se un venditore la presenta come elemento di tenuta, sta descrivendo male il prodotto.
Roll-top, zip stagna o velcro: la chiusura decide l'uso quotidiano
Sul banco del negozio sembrano equivalenti. In viaggio no, perché la chiusura è il gesto che ripeti tre o quattro volte al giorno, spesso con i guanti addosso e spesso mentre piove.
| Sistema | Come fa tenuta | Con i guanti | Dove invecchia |
|---|---|---|---|
| Roll-top semplice | Tre avvolgimenti del bordo più due fibbie laterali | Bene, nessun allineamento fine richiesto | Praticamente nulla da rompere: il punto debole è l'errore umano, cioè arrotolare due giri invece di tre |
| Roll-top con bordo magnetico | Sempre i tre avvolgimenti: il magnete allinea i lembi, non sigilla | Molto bene, i lembi si agganciano da soli | Come sopra, con in più il rischio teorico di calo del magnete |
| Cerniera stagna | Compressione dei denti poliuretanici | Macchinoso, richiede due mani e precisione | È il primo componente che si pianta: sabbia e sale accelerano il degrado, e va lubrificata |
| Velcro aperto | Aderenza uncini-asole | Facile ma impreciso | Perde efficacia raccogliendo fango e pelucchi, e gli uncini rovinano i capi tecnici |
Sul Wanderer 50 L il bordo integra una striscia magnetica, che LOBOO dichiara coperta da brevetto per modello di utilità con il numero ZL 2019 2 1740293.1. È un dato dichiarato dal produttore, non una nostra verifica presso l'ufficio brevetti, e vale la pena capire cosa comporta davvero: il magnete fa combaciare i due lembi al primo colpo anche con i guanti invernali, ma la tenuta all'acqua continua a dipendere dai tre avvolgimenti e dalle due fibbie. Arrotolare male una borsa magnetica la fa bagnare esattamente come arrotolare male qualunque altra.
IPX6 non vuol dire impermeabile: dice quanto
La scala IP della norma IEC 60529 misura prove diverse, non gradi crescenti della stessa prova.
| Grado | Prova prevista | Cosa copre in moto |
|---|---|---|
| IPX4 | Spruzzi da ogni direzione | Pioggia leggera, schizzi dalla strada |
| IPX6 | Getti d'acqua potenti da ugello | Pioggia battente in autostrada, lavaggio a pressione moderata |
| IPX7 | Immersione temporanea in acqua | Guado basso, borsa finita a terra in una pozza |
Due conseguenze pratiche. La prima: IPX7 non è «IPX6 migliorato», sono prove differenti, e un prodotto certificato solo per l'immersione non è automaticamente provato contro i getti. La seconda, più importante nella vita reale: il grado dichiarato vale per il vano principale, non per l'intero prodotto.
Quello che non si risolve. Le tasche esterne ad accesso rapido delle borse posteriori — quelle dove finiscono guanti di scorta, mappa e cavo di ricarica — sono resistenti all'acqua ma quasi mai rientrano nel grado IP dichiarato. Sul Wanderer 50 L lo scrive LOBOO stessa. Telefono, documenti ed elettronica vanno sotto il roll-top, punto.
Il ragionamento completo su grado IP e punto di aggancio, applicato anche alle valigie semirigide, è nella guida su valigie semirigide e bagaglio morbido.
TPU e PVC si somigliano finché non scende sotto zero
In mano, un telo spalmato in PVC e uno in TPU sembrano lo stesso prodotto, e il secondo costa di più. La differenza si manifesta in due situazioni che capitano solo a chi viaggia davvero.
La prima è il freddo. Il PVC resta morbido grazie ai plastificanti, che con gli anni migrano fuori dal materiale; sotto zero irrigidisce, e un roll-top rigido è difficile da arrotolare bene proprio nella mattina in cui ti serve di più. Le schede tecniche dei produttori di tessuti tecnici collocano il punto di irrigidimento del PVC in genere intorno ai −10 / −20 °C, mentre il TPU viene dato come flessibile molto più in basso. Sono valori di settore, non misurati da noi: servono a capire l'ordine di grandezza, non come garanzia.
La seconda è l'abrasione. Una borsa posteriore struscia contro il telaietto, contro il portapacchi e contro le cinghie a ogni sconnesso, per migliaia di chilometri. Il TPU regge meglio lo strappo e l'abrasione a parità di spessore, ed è il motivo per cui viene usato sui prodotti di fascia alta anche quando il PVC sarebbe più economico da saldare.
Nel caso specifico, LOBOO dichiara per il Wanderer 50 L un TPU composito su maglia 840D, spessore 0,65 mm. Il dato di spessore compare sulla pagina prodotto del costruttore; il catalogo 2026 riporta solo la dicitura TPU + Nylon. Il peso a vuoto non è dichiarato da nessuna fonte LOBOO e per questo non lo troverai scritto da nessuna parte su Endurrad: preferiamo una casella vuota a un numero inventato.
Cosa c'è scritto in un rapporto di prova QB/T 1333-2018
È la sigla che compare sulle schede dei produttori asiatici e che nessuno spiega mai.
QB/T 1333-2018 è lo standard cinese dell'industria leggera per borse e zaini, emesso dal Ministero dell'Industria e dell'Information Technology il 30 aprile 2018 ed entrato in vigore il 1° settembre dello stesso anno, in sostituzione dell'edizione 2010. Non è una certificazione di sicurezza come un'omologazione europea: è uno standard di prodotto, che definisce classificazione, requisiti, metodi di prova e regole di ispezione. Fra le voci aggiornate nell'edizione 2018 ci sono i requisiti su cerniere e chiusure magnetiche e quelli sulla prova di urto oscillante.
Detto in modo utile per chi compra: un rapporto su questo standard non dice che la borsa è impermeabile. Dice che qualcuno ha messo alla prova i componenti che si rompono per primi. Sul Wanderer 50 L il rapporto disponibile è il TTTS-WF24009197 del 16 dicembre 2024, e contiene queste voci:
- Cerniera: 200 cicli di apertura e chiusura senza perdita di denti.
- Urto oscillante: 400 cicli con carico sospeso agli spallacci, senza rotture, deformazioni o cuciture cedute.
- Solidità del colore: 4/5 a secco e a umido, cioè il tessuto non scarica colore sui capi.
- Sostanze: formaldeide libera e ammine aromatiche da coloranti azoici non rilevate.
- Minuteria metallica: nessun punto di corrosione.
Il valore di queste righe non è il singolo numero, è l'esistenza del documento. La maggior parte delle borse vendute sui marketplace a metà prezzo non ha nessun rapporto di prova associato, e nessuno lo chiede mai.
I due controlli da fare prima di ordinare
Una borsa posteriore non ha compatibilità per modello di moto, quindi il controllo lo devi fare tu, e sono due cose sole.
1. L'ingombro contro la coda
Prendi il metro e misura la parte piana disponibile fra la seduta del passeggero e la fine del portapacchi. Poi confronta con le misure esterne dichiarate: per il Wanderer 50 L sono 550 × 310 × 300 mm a borsa chiusa. Cinquantacinque centimetri di lunghezza stanno comodi su una GS Adventure con portapacchi e spariscono su una naked con codino corto.
2. La distanza dal terminale di scarico
È il controllo che salta più spesso e l'unico che può rovinare la borsa in una giornata. Su moto con scarico alto e vicino al codone, una fettuccia appoggiata al terminale caldo cede in pochi minuti, e il tessuto sintetico a contatto fonde. Serve spazio libero verso lo scarico sia per la borsa sia per i capi liberi delle cinghie.
Sul fissaggio vero e proprio — punti di ancoraggio, sequenza di tensionamento, gestione della fettuccia in eccesso — c'è la guida dedicata su come fissare la borsa sulla sella. Se invece non hai un piano d'appoggio decente, il problema si risolve prima del bagaglio: nella collezione telai, portapacchi e piastre top case trovi le basi su cui una borsa morbida lavora davvero bene.
Targa, luci e sagoma: cosa dice il Codice della Strada
Due vincoli che riguardano chiunque metta una borsa dietro la sella, e che nessuna scheda prodotto nomina.
L'articolo 164 del Codice della Strada stabilisce che il carico dei veicoli va sistemato in modo da evitarne la caduta o la dispersione, da non compromettere la stabilità del veicolo e da non mascherare i dispositivi di illuminazione e di segnalazione visiva né le targhe di riconoscimento. Tradotto sulla moto: la borsa non può coprire il fanale posteriore, gli indicatori di direzione, i catadiottri o la targa, e questo capita facilmente quando si impila una seconda sacca sopra la prima.
La seconda parte riguarda la sporgenza. Il carico non può sporgere dalla parte anteriore e può sporgere posteriormente solo se costituito da cose indivisibili, entro un limite di tre decimi della lunghezza del veicolo, sempre nei limiti di sagoma. Una borsa da viaggio non è una cosa indivisibile: il suo contenuto si può distribuire, quindi la sporgenza a sbalzo dietro la coda non ha giustificazione normativa oltre che essere pessima per la stabilità.
Testo di riferimento: art. 164 del Codice della Strada nella versione pubblicata da ACI. Vale anche la regola pratica del produttore: rispetta sempre il carico massimo che il costruttore della moto indica per il portapacchi o per la sella passeggero, che di solito è molto inferiore a quanto la borsa può contenere.
Le borse posteriori a catalogo e quando ha senso ognuna
| Prodotto | Capacità | Tenuta dichiarata | Quando ha senso |
|---|---|---|---|
| Wanderer 50 L | 50 L, misura unica | IPX6 sul vano principale | Viaggi di tre-sette giorni, borsa spesso non piena, uso anche a spalla una volta sceso |
| Valigia posteriore da 40 a 90 L | 40, 50, 66 o 90 L | IPX6 | Quando il volume è il criterio principale e serve poter scegliere la taglia |
| Vintage canvas 40 L | 40 L | Impermeabile, tessuto canvas | Moto classiche, scrambler e naked dove l'estetica conta quanto la capacità |
| Borsa da sella 30 L pieghevole | 30 L | IPX6 | Uscite di uno o due giorni, e come borsa di scorta da tenere arrotolata sotto la sella |
La gamma completa, comprese le misure non elencate qui, è nella collezione borse posteriori e da sella moto. Se stai costruendo il set completo per un viaggio lungo, la logica di carico è quella descritta nella guida sulle valigie in alluminio e i telai: il peso specifico in basso nelle valigie, il voluminoso e leggero sopra la coda, e quello che serve durante la tappa nelle tasche esterne o nelle pouch agganciate al MOLLE.
Una cosa che nel bagaglio morbido finisce spesso male: gli attrezzi. Vanno tenuti fuori dal sacco principale e fissati a parte, per il peso e per il rischio di bucare il telo. Ne abbiamo parlato nel pezzo su cosa portare davvero nel kit attrezzi.
Stai preparando la moto per il prossimo viaggio?
Su Endurrad trovi borse posteriori, borse da sella e i telai su cui montarle, con le misure reali dichiarate dal produttore su ogni scheda e il grado di tenuta scritto per esteso, vano per vano. Se hai dubbi sull'ingombro rispetto alla tua coda o allo scarico, scrivici prima di ordinare.
Domande frequenti
Che differenza c'è fra una dry bag e una borsa posteriore da moto?
La dry bag nasce per l'acqua e si comprime contro qualcosa. La borsa posteriore da moto deve reggersi da sola sopra una superficie piccola, resistere alle vibrazioni e avere punti di aggancio per le cinghie. Molti prodotti venduti come «dry bag da moto» sono in realtà sacchi da fiume con qualche fettuccia cucita sopra, e si riconoscono perché non hanno né struttura interna né valvola di sfiato.
Perché la borsa si sposta anche se ho stretto bene le cinghie?
Per due motivi che si sommano: le pieghe del tessuto, sotto cui la fettuccia scorre invece di fare presa, e l'aria intrappolata dopo la chiusura, che si comprime a ogni frenata e allenta la tensione. Struttura interna e valvola di sfiato risolvono entrambi.
A cosa serve davvero la valvola dell'aria?
A far uscire l'aria residua dopo aver chiuso il roll-top, così il carico si compatta e le cinghie restano in tensione. Non ha alcun ruolo nell'impermeabilità.
La piastra interna si può togliere?
Sulle borse che la prevedono sì, ed è il comportamento normale. Montata tiene la sagoma con la borsa mezza vuota; sfilata, la borsa torna un sacco morbido che si arrotola per il rimessaggio o per infilarla in valigia al ritorno.
Il roll-top magnetico tiene l'acqua meglio di uno normale?
No. La tenuta la fanno gli avvolgimenti del bordo e le fibbie, su tutti i roll-top. Il magnete serve a far combaciare i lembi al primo tentativo, cosa che cambia molto con i guanti invernali e sotto la pioggia, ma non aggiunge un grado di impermeabilità.
Quanti giri di arrotolamento servono per essere sicuri?
Tre è il minimo indicato dai produttori su questo tipo di chiusura, e due è l'errore più comune. Con due giri la borsa sembra chiusa ma il labbro si apre alla prima pressione dall'interno.
IPX6 basta per un guado?
No. L'IPX6 riguarda getti d'acqua potenti, non l'immersione, che è oggetto della prova IPX7. Per un guado o per una borsa finita sott'acqua dopo una caduta, un grado IPX6 non garantisce nulla.
Posso mettere il telefono nella tasca esterna?
È sconsigliato sulla quasi totalità di questi prodotti. Le tasche ad accesso rapido sono resistenti all'acqua ma in genere non rientrano nel grado IP dichiarato per il vano principale. Telefono, documenti ed elettronica vanno sotto il roll-top.
TPU o PVC: la differenza vale la spesa?
Dipende da quando usi la moto. Se viaggi da aprile a settembre e sempre su asfalto, il PVC fa il suo lavoro. Se guidi anche d'inverno, se attraversi valichi al mattino presto o se la borsa struscia contro telaietto e portapacchi per migliaia di chilometri, il TPU resta flessibile al freddo e regge meglio l'abrasione.
Quanto posso caricare in una borsa posteriore?
Il limite non è la borsa, è la moto: fa fede il carico massimo che il costruttore indica per il portapacchi o per la sella passeggero, oltre alla portata complessiva del veicolo. Sono valori spesso molto più bassi di quanto una borsa da 50 litri potrebbe contenere.
La borsa può coprire la targa o il fanale posteriore?
No. L'art. 164 del Codice della Strada vieta al carico di mascherare i dispositivi di illuminazione e segnalazione visiva e le targhe di riconoscimento. È un controllo da fare a moto carica, non con la borsa vuota.
Meglio sul portapacchi o sulla sella passeggero?
Sul portapacchi, quando c'è: la superficie è piana, i punti di ancoraggio sono progettati per quello e la pressione delle cinghie si distribuisce. Sulla sella passeggero funziona, ma conviene tendere di più e ricontrollare dopo i primi chilometri, perché la schiuma della sella cede sotto carico.
Come si lava una borsa in TPU?
Acqua e detergente neutro, niente solventi e niente idropulitrice ravvicinata sulle cuciture. Va poi lasciata asciugare all'aria completamente prima di riporla arrotolata, altrimenti si formano muffe e l'odore non va più via.
Cosa significa la sigla 840D sul tessuto?
È la finezza del filato della maglia di base, espressa in denari: più alto è il numero, più il filo è grosso e resistente all'abrasione. Da sola non dice nulla sull'impermeabilità, che dipende dalla spalmatura e dalle saldature.
Come capisco se una borsa economica vale la pena?
Guarda tre cose sulla scheda: se dichiara un grado IP e per quale vano, se dichiara un materiale specifico invece del generico «impermeabile», e se esiste un rapporto di prova associato al codice. Se mancano tutte e tre, il prezzo basso è l'unica informazione disponibile.
Se non sei sicuro di quanto spazio hai fra la sella e lo scarico, scrivici marca, modello e anno della tua moto: ti diciamo quale misura ci sta e quale no prima che tu ordini. Contattaci qui.
Approfondimenti: Quanti litri serve una borsa posteriore · Valigie semirigide e bagaglio morbido · Come fissare la borsa sulla sella · Kit attrezzi da moto


























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