Per scegliere i guanti riscaldati da moto contano quattro cose, in quest'ordine: dove arriva il calore (le dita, non solo il dorso), come sono alimentati (batteria nel polsino, power bank o impianto a 12 V), come è costruita l'impermeabilità (membrana o guanto interno senza cuciture, non il solo tessuto idrorepellente) e se hanno l'omologazione EN 13594, che in Francia e in Spagna oggi è un requisito di legge e in Italia no.
Il resto — touchscreen, tergivisiera, numero di livelli — viene dopo. Un guanto con quattro livelli che scalda solo il dorso tiene le dita più fredde di uno con tre livelli che arriva ai polpastrelli.
Questa guida spiega come leggere schede tecniche e autonomie dichiarate, quanta batteria serve per un viaggio d'inverno e in quali casi le manopole riscaldate bastano. I dati sono presi dai manuali dei produttori, dalla norma europea e dalla letteratura scientifica sul freddo; dove il numero è una nostra stima, lo scriviamo.
Sotto i 15 gradi di pelle le dita smettono di lavorare bene
Il freddo alle mani in moto non è solo un fastidio da sopportare: è un problema di controllo del mezzo. Leva della frizione, freno anteriore, comandi al manubrio si gestiscono con le dita, e le dita fredde sono più lente e meno precise.
La letteratura sul lavoro al freddo è piuttosto concorde. Una review dell'istituto olandese TNO sui criteri fisiologici per l'uso delle mani in ambiente freddo indica come soglie minime una temperatura della pelle di 15 °C, dei nervi di 20 °C e dei muscoli di 28 °C: sotto quei valori la destrezza manuale cala in modo marcato. Uno studio più recente su Physiological Reports (2025) colloca i primi peggioramenti misurabili già intorno ai 23 °C di pelle sulle dita.
In moto quei valori si raggiungono in fretta, perché alla temperatura dell'aria si somma il vento relativo. La tabella usa la formula del wind chill adottata dai servizi meteorologici di Stati Uniti e Canada: descrive il freddo percepito su pelle esposta, quindi per una mano dentro un guanto è un'indicazione di tendenza, non una misura.
| Aria | 50 km/h | 90 km/h | 130 km/h |
|---|---|---|---|
| 10 °C | circa 5 °C | circa 4 °C | circa 3 °C |
| 5 °C | circa −1 °C | circa −3 °C | circa −4 °C |
| 0 °C | circa −8 °C | circa −10 °C | circa −12 °C |

Il dato pratico è questo: a 5 °C in tangenziale la mano lavora in condizioni simili a una giornata sotto zero a piedi. Un guanto imbottito rallenta il raffreddamento, ma non produce calore. Dopo 40-60 minuti di marcia continua, il guanto più caldo del mondo ha perso la sua battaglia: per questo esiste il riscaldamento attivo.
Guanti, manopole e paramani risolvono problemi diversi
Prima di comprare un guanto riscaldato vale la pena capire se è la soluzione giusta per la tua moto e per come la usi. Le opzioni sono quattro, e spesso la migliore è una combinazione.
| Soluzione | Cosa scalda | Punti forti | Limiti |
|---|---|---|---|
| Guanti riscaldati a batteria | Dorso e dita (palmo nei modelli migliori) | Nessun cablaggio sulla moto, si usano anche a piedi o su moto diverse | Autonomia limitata, batterie da ricaricare, prezzo dell'alimentazione spesso a parte |
| Guanti riscaldati collegati alla moto (12 V) | Dorso e dita | Autonomia illimitata, potenza più alta | Cavo da collegare a ogni sosta, kit di cablaggio con fusibile da installare |
| Manopole o copri manopole riscaldati | Solo il palmo | Sempre pronti, nessuna batteria, funzionano con qualunque guanto | Il dorso e le punte delle dita restano esposti al vento; richiedono l'impianto della moto |
| Paramani con deflettore | Niente: riducono il vento | Abbassano molto il raffreddamento da aria, proteggono anche le leve | Non producono calore, da soli non bastano sotto i 5 °C |
Le manopole riscaldate sono la scelta più comoda se usi sempre la stessa moto e il problema sono soprattutto i palmi. Ma scaldano per contatto: il dorso della mano e le punte delle dita, che sono esposti al vento, restano fuori. È lì che il guanto riscaldato fa la differenza.
I paramani per moto adventure sono la protezione passiva più sottovalutata: tolgono il vento diretto dalle nocche e rendono ogni altra soluzione più efficiente. Su una maxi enduro usata d'inverno, paramani più guanti riscaldati è la combinazione che spinge più in basso la temperatura a cui si guida con piacere.
Impermeabile vuol dire membrana o guanto interno, non tessuto trattato
Nelle schede dei guanti riscaldati la parola «impermeabile» copre costruzioni molto diverse. Capire quale c'è sotto è il modo più rapido per non ritrovarsi con le mani bagnate dopo mezz'ora di pioggia.
Le tre costruzioni che trovi in commercio
- Tessuto esterno idrorepellente. L'acqua scivola via per un po', poi il tessuto si impregna. È resistenza all'acqua, non impermeabilità.
- Membrana impermeabile e traspirante laminata tra esterno e fodera. È la soluzione dei guanti invernali di fascia alta: tiene fuori l'acqua e lascia uscire parte del vapore del sudore.
- Guanto interno (insert) in materiale impermeabile, come il TPU. Se è senza cuciture non ha i fori dell'ago da cui l'acqua passa: è la soluzione usata per esempio sul modello LOBOO che vendiamo.

In un guanto riscaldato l'impermeabilità ha un peso doppio, perché dentro ci sono resistenze e cavi. Il manuale del guanto che trattiamo a fine articolo è esplicito: il riscaldamento si usa solo con l'interno del guanto asciutto, e se entra umidità — per pioggia o per sudore — va spento finché non si asciuga, per il rischio di cortocircuito. È un'avvertenza comune a tutto l'abbigliamento riscaldato, ed è il motivo per cui un guanto riscaldato che si bagna dentro diventa un guanto invernale normale.
L'acqua entra quasi sempre dal polsino
Il punto debole di qualunque guanto impermeabile è l'imboccatura. Con la pioggia battente l'acqua scende lungo la manica della giacca e trova la strada verso l'interno se il polsino del guanto sta sopra la manica. Chi viaggia molto sotto la pioggia di solito infila il polsino sotto la manica, e stringe bene la regolazione della giacca. Con i guanti alimentati da power bank la scelta è quasi obbligata: i cavi corrono già lungo le maniche.
La tensione della batteria decide quanto calore arriva alle dita
È la parte meno spiegata nelle schede prodotto e quella che più incide sull'esperienza d'uso. Oggi i guanti riscaldati da moto si alimentano in tre modi diversi, e non sono intercambiabili.
| Sistema | Come funziona | Ideale per | Attenzione a |
|---|---|---|---|
| Batterie dedicate 7,4 V | Due celle in serie, una batteria per guanto nella tasca del polsino | Tragitti urbani e uscite brevi | Batterie proprietarie, spesso costose da ricomprare |
| Batterie dedicate 12 V | Tre celle in serie, più potenza a parità di resistenza | Freddo intenso, temperature vicine allo zero | Batterie più grandi e pesanti sul polso |
| USB 5-9 V (batteria o power bank) | Alimentazione da batteria dedicata o da power bank con protocollo di ricarica rapida | Chi vuole un solo standard per guanti, gilet e telefono | Serve una power bank con uscita adeguata, almeno 15 W |
| Impianto della moto 12 V | Cavo dal polsino a un connettore collegato alla batteria della moto, con fusibile | Viaggi lunghi d'inverno, uso quotidiano sulla stessa moto | Il cavo vincola alla moto, va staccato a ogni sosta |
Più alta è la tensione a parità di progetto, più potenza può arrivare alle resistenze: per questo diversi rivenditori specializzati consigliano le batterie da 12 V per i viaggi lunghi vicino allo zero e quelle da 7,4 V per la città. Ma non si confrontano i volt tra marche diverse: conta come è stato dimensionato il circuito. L'unico confronto onesto è tra temperatura dichiarata, condizioni di misura e autonomia.
Il caso dei guanti USB: comodi, ma la power bank va scelta bene
I guanti alimentati via USB lavorano tipicamente tra 5 e 9 V e sfruttano i protocolli di ricarica rapida delle power bank. Il vantaggio è enorme in viaggio: una sola power bank in tasca può alimentare guanti, gilet e all'occorrenza ricaricare il telefono. Lo svantaggio è che non tutte le power bank vanno bene. Il manuale del modello LOBOO che vendiamo richiede un'uscita da almeno 15 W (5 V 3 A oppure 9 V 2 A) e i pannelli del produttore consigliano 18 W o più: sotto quella soglia alcuni protocolli di ricarica rapida possono interrompere l'alimentazione o scaldare più lentamente.
Una conseguenza pratica che pochi considerano: le batterie dedicate di molti guanti USB si ricaricano in USB-C. Se sulla moto hai una presa USB-C di potenza adeguata, durante la sosta pranzo puoi rimettere carica nelle batterie senza cercare una presa di corrente.
L'autonomia dichiarata vale a zero gradi, al livello più basso
Quasi tutti i produttori misurano temperature e autonomie in condizioni standard: aria a 0 °C, a volte senza vento. In marcia il vento relativo porta via calore, e il freddo riduce la capacità effettiva delle batterie al litio. L'autonomia reale è quasi sempre più corta.
Per dare un riferimento concreto prendiamo i dati dichiarati da LOBOO per i guanti RST26 con la batteria dedicata CP40Pro da 4.000 mAh, e calcoliamo quanto durerebbe una power bank di capacità diversa collegata con il cavo a Y, che alimenta entrambi i guanti.
| Alimentazione | Livello basso | Livello medio | Livello alto | Tipo di dato |
|---|---|---|---|---|
| 2 batterie CP40Pro (una per guanto) | circa 2,5 h | circa 2 h | circa 1,5 h | Dichiarato LOBOO a 0 °C |
| Power bank 10.000 mAh + cavo a Y | circa 3 h | circa 2,5 h | circa 1,9 h | Stima Endurrad |
| Power bank 20.000 mAh + cavo a Y | circa 6 h | circa 5 h | circa 3,7 h | Stima Endurrad |
| Power bank 26.800 mAh + cavo a Y | circa 8 h | circa 6,7 h | circa 5 h | Stima Endurrad |
Il modo più efficace per allungare l'autonomia non è comprare batterie più grandi, ma usare il calore con criterio: partire dal livello basso, salire solo quando serve, e spegnere nei tratti lenti o al sole. Con un buon isolamento e i paramani, il livello medio è spesso sufficiente anche vicino allo zero.
Conta dove arriva il calore, e le dita sono la parte che decide
Il freddo comincia dalle punte delle dita: sono lontane dal cuore, hanno poca massa muscolare e sono le più esposte al vento. Un guanto riscaldato che scalda solo il dorso della mano lascia scoperto proprio il punto critico.
Nelle schede tecniche cerca la descrizione del percorso delle resistenze. Le formule da preferire sono quelle che indicano il riscaldamento sulle dita fino alla punta, meglio se avvolgente (dorso e lati del dito). Il palmo riscaldato è raro e non sempre utile: a contatto con la manopola si comprime l'isolante, e chi ha già le manopole riscaldate lo ha coperto da quelle.
Come leggere le temperature dichiarate
- Condizioni di misura. «50 °C» senza indicare a che temperatura ambiente non dice niente. Il riferimento più comune è 0 °C.
- Punto di misura. La temperatura della resistenza non è quella della pelle: tra le due ci sono fodera e imbottitura.
- Numero di livelli. Tre livelli ben distanziati sono più utili di cinque livelli vicini tra loro. In marcia si usano soprattutto il basso e il medio.
- Isolamento passivo. Conta anche a guanto spento: quando la batteria finisce, il guanto deve restare un buon guanto invernale.
In Francia e in Spagna il guanto da moto è obbligatorio, in Italia ancora no
La norma europea di riferimento è la EN 13594:2015, «Guanti di protezione per motociclisti». Un guanto certificato è un dispositivo di protezione individuale: ha superato prove di abrasione, taglio, strappo, resistenza delle cuciture e tenuta sulla mano.
| Marcatura | Cosa significa |
|---|---|
| Livello 1 | Protezione con il minimo ingombro: è il livello della maggior parte dei guanti in commercio, compresi quasi tutti i riscaldati certificati |
| Livello 1 KP | Come sopra, con la protezione delle nocche (KP, Knuckle Protection) testata all'impatto |
| Livello 2 | Protezione superiore, con qualche penalità in peso e libertà di movimento; raro e costoso |
Una protezione sulle nocche non equivale alla marcatura KP: senza la sigla in etichetta, quella protezione non è stata testata secondo la norma.
Cosa prevede la legge, Paese per Paese
- Italia: l'articolo 171 del Codice della strada impone solo il casco omologato. Non esiste oggi un obbligo di guanti. Il tema è comparso nelle bozze del nuovo Codice in discussione nel 2026, ma non è legge.
- Francia: dal 20 novembre 2016 guidatore e passeggero di moto, scooter e ciclomotori devono indossare guanti certificati CE. La sanzione è di 68 euro (45 se pagata entro 15 giorni), più la perdita di un punto per i titolari di patente francese.
- Spagna: dal 1° ottobre 2026 i guanti protettivi sono obbligatori per guidatore e passeggero sulle strade extraurbane (Real Decreto 518/2026). I requisiti tecnici saranno fissati da un'ordinanza ministeriale successiva; fino ad allora sono ammessi i normali guanti protettivi da moto.
La taglia si misura sul palmo, e un guanto largo scalda peggio
Nei guanti riscaldati la taglia conta più che in quelli normali. Se il guanto è largo, tra la pelle e le resistenze resta uno strato d'aria che rallenta il passaggio del calore; se è stretto, comprime l'imbottitura e ostacola la circolazione, cioè proprio quello che serve a tenere calde le dita.

- Misura la circonferenza del palmo con un metro da sarto, appena sotto le nocche, escluso il pollice, con la mano aperta e rilassata.
- Misura la mano più grande, di solito quella dominante, e usa quel valore.
- Confronta con la tabella del produttore, non con la taglia della giacca: le taglie dei guanti non seguono quelle dell'abbigliamento.
- Se sei a metà tra due taglie, considera lo spessore: un guanto riscaldato invernale ha già fodera e imbottitura, quindi la taglia più grande spesso non serve. Nel dubbio scrivi al venditore prima di ordinare.
- Prova con la moto in mente: le dita non devono toccare la punta del guanto a mano chiusa sulla manopola, e il polsino deve chiudersi sopra o sotto la manica della tua giacca.
Il guanto riscaldato che vendiamo: cosa fa bene e cosa non fa
Su Endurrad trovi un solo modello di guanto riscaldato, e preferiamo dirlo chiaramente invece di costruire una classifica con prodotti che non conosciamo. Sono i guanti riscaldati da moto impermeabili a tre livelli LOBOO RST26, la versione aggiornata del precedente RST22.

- Prezzo
- 135 €, alimentazione esclusa
- Livelli
- 3: 34 / 42 / 50 °C a 0 °C ambiente
- Riscaldamento
- Resistenze avvolgenti fino alla punta delle dita
- Impermeabilità
- Guanto interno in TPU senza cuciture
- Isolante
- 3M Thinsulate, struttura a 5 strati
- Alimentazione
- 5 V 3 A o 9 V 2 A: batteria CP40Pro o power bank ≥15 W
- Dotazione
- Palmo touchscreen, tergivisiera, rifrangenti
- Omologazione
- EN 13594 non pubblicata
- il problema sono le dita, e le manopole non bastano
- guidi spesso sotto la pioggia e vuoi un guanto caldo e impermeabile
- vuoi un solo standard di alimentazione, USB, per guanti e gilet
- usi telefono o navigatore senza sfilare i guanti
- ti serve un guanto certificato EN 13594, per esempio per guidare in Francia
- non vuoi comprare a parte batterie o cavo: senza, il guanto non scalda
- cerchi autonomie da giornata intera con le sole batterie nel polsino
Quanto costa davvero, alimentazione compresa
| Configurazione | Componenti | Spesa |
|---|---|---|
| Uso quotidiano | Guanti + 2 batterie CP40Pro da 4.000 mAh | 181 € |
| Viaggio, con power bank già posseduta | Guanti + cavo a Y per power bank | 144 € |
| Entrambe le modalità | Guanti + 2 batterie + cavo a Y | 190 € |
Per avere un riferimento di mercato: da una nostra rilevazione sui listini di e-commerce italiani a ottobre 2026, i guanti riscaldati di marchi europei con omologazione EN 13594 livello 1 KP partono intorno ai 180 € e superano i 370 €, con o senza batterie a seconda del modello. Il confronto corretto è sempre sul prezzo del set completo e funzionante.
Livello basso, interno asciutto e batterie fuori in estate
Un guanto riscaldato dura più stagioni se lo si tratta come un piccolo apparecchio elettrico oltre che come un capo tecnico. Le regole sono poche e quasi tutte scritte nei manuali.
- Accendi al livello basso e sali solo se serve. Il manuale LOBOO lo chiede espressamente, ed evita l'uso prolungato del massimo, soprattutto con un altro guanto indossato sopra, che impedisce al calore di disperdersi.
- Usa il riscaldamento solo con l'interno asciutto. Se entra acqua o il guanto è fradicio di sudore, spegni e lascia asciugare.
- Collega e scollega afferrando la spina, mai tirando il cavo: è il punto che si rompe per primo.
- Togli sempre la batteria prima di pulire. Lavaggio a mano con panno umido e detergente neutro, asciugatura all'aria in luogo fresco: niente lavatrice, asciugatrice, termosifone o phon.
- A fine stagione conserva le batterie fuori dai guanti, in un luogo fresco, con una carica parziale, e ricaricale ogni tanto: le batterie al litio lasciate scariche per mesi perdono capacità.
Le otto domande da farsi prima di comprare
- Il calore arriva fino alla punta delle dita? Se la scheda non lo dice, probabilmente no.
- A che temperatura ambiente sono misurati gradi e autonomie?
- L'alimentazione è inclusa? Quante batterie servono per la coppia, e quanto costano?
- Posso usare una power bank? Con quale potenza minima in uscita?
- Com'è costruita l'impermeabilità: membrana, guanto interno senza cuciture o solo tessuto idrorepellente?
- Il polsino è abbastanza lungo per stare sotto la manica della mia giacca?
- Ha l'omologazione EN 13594? Mi serve per i Paesi in cui viaggio?
- Ho misurato la circonferenza del palmo e l'ho confrontata con la tabella taglie del produttore?
Domande frequenti sui guanti riscaldati da moto
Come si scelgono i guanti riscaldati da moto?
Si valutano nell'ordine: dove arriva il calore (meglio fino alla punta delle dita), il sistema di alimentazione (batteria nel polsino, power bank o impianto a 12 V) e la sua autonomia, la costruzione impermeabile (membrana o guanto interno senza cuciture) e la presenza dell'omologazione EN 13594. Touchscreen, tergivisiera e numero di livelli vengono dopo.
I guanti riscaldati da moto funzionano davvero?
Sì, a patto che il calore arrivi alle dita e che l'alimentazione sia adeguata. Un guanto imbottito rallenta il raffreddamento ma non produce calore: dopo un'ora di marcia sotto i 5 °C le dita si raffreddano comunque. Il riscaldamento attivo compensa la perdita di calore dovuta al vento relativo.
Quanto dura la batteria dei guanti riscaldati?
Dipende da capacità, tensione e livello scelto. Con la batteria LOBOO CP40Pro da 4.000 mAh i guanti RST26 durano circa 2,5 ore al livello basso, 2 al medio e 1,5 al massimo, valori dichiarati a 0 °C. In marcia, con vento e freddo, l'autonomia reale è di solito più breve.
Meglio batterie da 7,4 V o da 12 V?
A parità di progetto la tensione più alta permette più potenza: le batterie da 12 V sono preferite per i viaggi lunghi vicino allo zero, quelle da 7,4 V per la città. Tra marche diverse però i volt non si confrontano direttamente: conta il dimensionamento del circuito, quindi vanno confrontate temperatura dichiarata, condizioni di misura e autonomia.
Si possono alimentare i guanti riscaldati con una power bank?
Solo se il guanto è progettato per farlo. I guanti USB come i LOBOO RST26 si collegano a una power bank tramite un cavo a Y che alimenta entrambi i guanti; il manuale richiede un'uscita di almeno 15 W (5 V 3 A o 9 V 2 A) e il produttore consiglia 18 W o più per evitare interruzioni.
Che power bank serve per un viaggio in moto d'inverno?
Per una giornata di guida con i guanti accesi a intermittenza conviene una power bank da 20.000 mAh o più con uscita da almeno 18 W. Secondo una stima Endurrad basata sulle autonomie dichiarate da LOBOO, una 20.000 mAh alimenta la coppia di guanti RST26 per circa 6 ore al livello basso e 3,7 ore al massimo.
I guanti riscaldati sono impermeabili?
Molti sì, ma con costruzioni diverse: una membrana laminata, un guanto interno impermeabile come il TPU senza cuciture, oppure solo un tessuto esterno idrorepellente, che non è vera impermeabilità. L'acqua entra più spesso dal polsino: con la pioggia conviene infilarlo sotto la manica della giacca.
Si possono usare i guanti riscaldati sotto la pioggia?
Sì, se l'interno resta asciutto. Il manuale LOBOO chiede di non usare il riscaldamento se il guanto è umido all'interno, per pioggia o sudore, per il rischio di cortocircuito: in quel caso va spento finché non si asciuga.
Meglio guanti riscaldati o manopole riscaldate?
Le manopole scaldano solo il palmo per contatto e sono sempre pronte, senza batterie; i guanti riscaldati scaldano dorso e dita, che sono le parti più esposte al vento, e si usano su qualunque moto. Se il problema sono le punte delle dita servono i guanti; le due soluzioni si possono combinare.
In Italia i guanti da moto sono obbligatori?
No. L'articolo 171 del Codice della strada impone solo il casco omologato. L'obbligo di guanti è comparso nelle bozze del nuovo Codice discusse nel 2026, ma alla data di questo aggiornamento non è legge.
Per guidare in Francia servono guanti omologati?
Sì. Dal 20 novembre 2016 guidatore e passeggero devono indossare guanti certificati CE secondo la normativa sui dispositivi di protezione individuale. La sanzione è di 68 euro, ridotta a 45 se pagata entro 15 giorni. Un guanto riscaldato senza omologazione EN 13594 non soddisfa il requisito.
Cosa cambia in Spagna dal 1° ottobre 2026?
Il Real Decreto 518/2026 rende obbligatori i guanti protettivi per guidatore e passeggero di moto e ciclomotori sulle strade extraurbane. Le caratteristiche tecniche saranno definite da un'ordinanza ministeriale successiva; fino ad allora sono ammessi i normali guanti protettivi da moto.
Cosa significa EN 13594 livello 1 KP?
Che il guanto è certificato secondo la norma europea per i guanti da motociclista al livello 1, quello della maggior parte dei guanti in commercio, e che la protezione delle nocche ha superato la prova d'impatto prevista dalla norma (KP, Knuckle Protection). Il livello 2 offre una protezione superiore ed è più raro.
Come si sceglie la taglia dei guanti riscaldati?
Si misura la circonferenza del palmo con un metro da sarto, sotto le nocche ed escluso il pollice, e si confronta con la tabella del produttore. Per i LOBOO RST26 si va da 18,5-19,5 cm della S a 23,5-24,5 cm della 3XL. Un guanto largo lascia aria tra pelle e resistenze e scalda peggio.
Chi non dovrebbe usare i guanti riscaldati?
Chi ha diabete, disturbi della circolazione o pelle poco sensibile al calore deve consultare il medico prima dell'uso e restare sui livelli bassi, per il rischio di ustioni da bassa temperatura. Serve cautela anche con bambini e anziani.
Prepara le mani all'inverno, non solo la moto
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